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Ecocardiogramma con stress farmacologico (ecostress)

Come si svolge l’esame?

Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, sul fianco sinistro come per un normale esame ecocardiografico transtoracico.

Vengono applicati degli elettrodi al torace per monitorizzare l’elettrocardiogramma ed uno sfigmomanometro per valutare l’andamento della Pressione Arteriosa.

Viene applicata una fleboclisi per somministrare, in dose controllata, il farmaco che provocherà al cuore  modificazioni simili a quelle indotte da uno sforzo fisico (Dobutamina) o variazioni del circolo delle coronarie capaci di provocare ischemia, cioè sofferenza delle zone del cuore nutrite da rami coronoraici ristretti (Dipiridamolo). Attraverso la stessa fleboclisi possono essere somministrati altri farmaci che il cardiologo ritenga necessari per l’esito favorevole del test. La fleboclisi verrà rimossa al termine del test.

Quando viene interrotto l’esame?

L’esame viene interrotto quando è stata iniettata la dosa massima di farmaco per quel paziente. Può anche essere interrotto dal Cardiologo prima del completamento del protocollo di iniezione per la comparsa di alterazioni significative del tracciato eletrocardiografico o della motilità delle pareti del cuore all’ecocardiogramma, per variazioni dei parametri pressori o quando il paziente lamenti dei sintomi che il Cardiologo giudichi significativi.

L’ecostress è pericoloso?

Durante questo tipo di test possono comparire aritmie, una crisi di angina, uno scompenso acuto, un infarto del miocardio, un arresto cardiaco ed in casi estremamente rari (meno di 1 caso su 10.000 test) il decesso del paziente. Per questo nel laboratorio dove si esegue il test sono sempre disponibili farmaci e strumenti in grado di far regredire ognuna di queste rare complicanze nel minor tempo possibile.

L’incidenza delle complicazioni è comunque la stessa di una normale prova da sforzo a tappeto rotante o al cicloergometro o di una scintigrafia da sforzo.

Come prepararsi all’esecuzione di un’ecostress.

E’ opportuno che il paziente consulti con sufficiente anticipo il proprio medico curante per stabilire l’eventuale sospensione della terapia in corso che potrebbe essere necessaria per dirimere il dubbio diagnostico.

La sospensione dei farmaci, che non deve essere decisa da chi esegue l’esame ma da chi lo richiede, deve avvenire con modalità diverse a seconda delle proprietà del farmaco stesso.

Qualora il medico curante abbia deciso di far sospendere al paziente la terapia in corso, questa deve avvenire con le seguenti modalità:

  • 48 ore prima dell’esame per nitroderivati, Calcio antagonisti, ACE inibitori, Digitale, Aminofillina.
  • 5 giorni prima dell’esame per beta bloccanti (che devono essere sospesi gradualmente).

 E’ infine molto importante che il paziente:

  • non fumi da almeno 12 ore
  • non assuma thè, coca cola, caffè da almeno 12 ore
  • sia a digiuno da almeno 4 ore (in caso di diabete è opportuno consigliarsi con il proprio medici curante al fine di stabilire la dose di antidiabetico orale o di Insulina). Si può invece bere acqua senza particolari restrizioni.
  • porti con sé la copia o l’originale della documentazione clinica relativa al problema che deve essere chiarito (cartella clinica, ECG, prove da sforzo, coronarografia ecc).

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30-9-2018